Symbjornts_Workshop

29/06/2021, Giardino di Casa Museo Jorn, Albissola Marina

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Un’opera d’arte deve per forza avere la prerogativa di durare più a lungo possibile nel tempo? Un’artista/autore che firma un’opera può vantare di averla realizzata totalmente da solo?

Partendo da questi quesiti e da una presentazione dei miei lavori della serie NMN, il workshop si è aperto con alcune riflessioni sull’idea di opere effimere e di opere che si avvalgono dell’azione plasmante di microorganismi, animali e agenti atmosferici. I partecipanti al workshop hanno successivamente ideato e elaborato una serie di piccole opere da collocare nel giardino di Casa Jorn, la cui prerogativa è proprio quella di mutare nel tempo grazie agli interventi della fauna e del microclima dell’ambiente circostante.

Il monitoraggio e la documentazione della metamorfosi delle figure è in corso e la seguente documentazione vi propone l’evoluzione delle opere in costante aggiornamento.

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Marcello & Rachele, Odio vs Amore

“Due facce del genere umano. Da una parte un freddo soggetto metallico che non si smaltirà mai, a simboleggiare la persona che disprezza l’ambiente, lo deturpa, una figura squadrata e spigolosa, inamovibile nelle sue convinzioni, pronta a vomitare cavi carichi di odio. Dall’altra frutta e prodotti della terra, a rappresentare le persone che vivono in simbiosi con l’ambiente e che si trasformano con lui, seguendone il flusso; soggetti arrotondati, solidali ed empatici, simboli di un’armonia, fisica e spirituale, fra uomo ed ambiente.” (Marcello)

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Angela Calderan, Giuanin nel Povron

“Ho pensato al peperone perché mi ha sempre affascinata per la sua perfezione estetica, quasi plastica. Ho pensato che qualunque cibo vorrebbe essere un Povron (peperone in piemontese) perché è davvero molto bello! E allora la mia pagnotta ha provato ad assumerne le sembianze ma purtroppo il tempo sta rivelando la sua vera identità. In fondo però di fronte al passaggio del tempo siamo tutti uguali. Sia le pagnotte che i peperoni decadono e si corrompono fino a quando le forme non si riconoscono più. Giuanin (verme piemontese) irrompe provocatoriamente nel nostro scenario per accelerare i tempi di decomposizioni. Perché L’imprevedibile rende sempre impossibile ogni previsione.” (Angela)

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Stella Cattaneo & Daniele Panucci

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